Intervista alla dott.ssa Beatrice Casoni su Vanity Fair: cos’è la derealizzazione

Aggiornato il 10 Aprile 2025
Dopo Sanremo 2025 Noemi, intervistata da Le Iene, ha raccontato la sua esperienza con la derealizzazione, vissuta tra depressione e psicofarmaci. Vanity Fair ha approfondito il tema con la Dott.ssa Beatrice Casoni (NeuroSalus), che l’ha descritta come un’alterazione percettiva legata a stress, ansia o traumi. Terapie psicologiche e innovazioni come la TMS offrono nuove possibilità di trattamento.
Dott.ssa Beatrice Casoni

Prima di passare all’intervista alla Dott.ssa beatrice Casoni è necessario un po’ di background:

L’antefatto: Noemi si racconta a Le Iene

Dopo la sua recente partecipazione a Sanremo 2025 Noemi è tornata sotto i riflettori in un’intensa intervista realizzata da Le Iene, nella quale ha condiviso un capitolo delicato della sua vita.

In compagnia dell’inviato Nicolò De Devitiis, la cantante ha ripercorso luoghi simbolici come Roma e Fregene, lasciandosi andare a riflessioni intime.

Al centro del racconto, un’esperienza vissuta intorno ai trent’anni: la derealizzazione. «La tua mente decide di darti una sensazione di distacco dal mondo, mi sentivo come sotto una campana di vetro, vedevo tutti lontanissimi», ha raccontato Noemi.

«La cosa assurda è che quando ho raggiunto il top mi hanno staccato lo spinotto», ha aggiunto con amarezza.

La cantante ha ammesso di aver affrontato quel periodo con l’aiuto di psicofarmaci, immersa in uno stato di profonda depressione. «Bisogna passare dall’inferno per passare al paradiso», ha concluso. (Fonte: Vanity Fair, intervista del 22 marzo 2025).

La dottoressa Beatrice Casoni spiega cos’è la Derealizzazione

Nel servizio pubblicato da Vanity Fair a corredo del documentario andato in onda su Le Iene, la redazione ha coinvolto esperti per approfondire la condizione psicologica vissuta da Noemi: la derealizzazione.

A spiegare di cosa si tratta è la dottoressa Beatrice Casoni, psichiatra del team NeuroSalus, intervistata dalla rivista. «La derealizzazione è una condizione caratterizzata dalla sensazione che l’ambiente circostante sia irreale, senza confini di tempo e spazio», ha spiegato Casoni a Vanity Fair, evidenziando come chi ne soffre percepisca la realtà come sfocata, distante, quasi onirica.

Può manifestarsi in modo transitorio o cronico, spesso in relazione a stati di ansia, depressione, forte stress o traumi. La persona mantiene comunque consapevolezza che quella percezione è alterata, il che si distingue da condizioni psicotiche.

L’intervento della dottoressa Casoni ha permesso di offrire al grande pubblico una lettura scientifica e accessibile di un disturbo ancora poco conosciuto, portando autorevolezza e chiarezza su un tema di forte impatto emotivo.

La derealizzazone come alterazione percettiva in risposta allo stress

Nel proseguire l’approfondimento, Vanity Fair ha dato spazio anche alla dottoressa Elisa Stefanati, psicoterapeuta, che ha offerto una chiave interpretativa importante sul significato della derealizzazione come risposta allo stress.

«Questa alterazione percettiva – ha spiegato – è spesso una reazione fisiologica acuta, un meccanismo di difesa messo in atto dalla mente per proteggersi da emozioni troppo intense».

La persona si sente spaesata, immersa in un mondo ovattato, piatto, privo di vitalità, come se si trovasse all’interno di un sogno. Tuttavia, come sottolinea anche la dottoressa Beatrice Casoni, il contatto con la realtà resta intatto: chi soffre di derealizzazione è consapevole che la percezione è alterata, a differenza di quanto accade nei disturbi psicotici.

Questo elemento rende il disturbo particolarmente complesso da vivere: si è lucidi, ma profondamente disconnessi. Comprendere che si tratta di una reazione di autodifesa può essere il primo passo per iniziare un percorso terapeutico consapevole ed efficace.

Le nuove frontiere della terapia secondo la dottoressa Casoni

Nel corso dell’intervista rilasciata a Vanity Fair, la dottoressa Beatrice Casoni ha illustrato poi le principali strategie terapeutiche per affrontare la derealizzazione, sottolineando come il trattamento debba partire dall’individuazione della causa sottostante.

«È fondamentale comprendere l’origine del disturbo – ha spiegato – che spesso è legata ad ansia, depressione o traumi non elaborati».

Tra gli approcci più efficaci, la dottoressa ha citato la terapia cognitivo-comportamentale e la psicoterapia EMDR, entrambe orientate a stabilizzare il paziente e ad aiutarlo a riappropriarsi della percezione reale attraverso tecniche di grounding.

Accanto ai percorsi psicoterapeutici, la dottoressa ha evidenziato anche l’importanza dei trattamenti innovativi, come il neurofeedback e la stimolazione magnetica transcranica, metodi non invasivi in grado di modulare l’attività cerebrale e ridurre i sintomi in modo significativo.

È un vero onore per NeuroSalus poter contare, all’interno del proprio team, su professionisti del calibro della dottoressa Beatrice Casoni. La sua partecipazione a un approfondimento pubblicato su una testata prestigiosa come Vanity Fair rappresenta non solo un motivo di orgoglio, ma anche una conferma del valore e della competenza che caratterizzano il nostro approccio clinico e scientifico.

Altri contenuti di approfondimento

TMS quanto dura un trattamento con stimolazione magnetica transcranica nell'immagine la prima seduta TMS del paziente

TMS: Quanto dura un trattamento di Stimolazione Magnetica Transcranica?

La durata di un trattamento con Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS) varia in base alla condizione clinica, al protocollo terapeutico e alla risposta individuale del paziente. Una singola seduta dura generalmente tra 20 e 40 minuti, mentre il percorso completo può richiedere diverse settimane. L’articolo spiega da cosa dipende la durata e quando richiedere una valutazione specialistica presso NeuroSalus.

Leggi Tutto »
Disturbo ossessivo-compulsivo - Neurosalus

5 Fattori Chiave del Disturbo Ossessivo-Compulsivo: Cause, Sintomi e Trattamenti con TMS

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) è una patologia psichiatrica caratterizzata da ossessioni (pensieri intrusivi e disturbanti) e compulsioni (rituali ripetitivi per ridurre l’ansia). Interferisce con la vita quotidiana e colpisce circa il 2-3% della popolazione. Le cause sono multifattoriali: genetiche, neurobiologiche e ambientali. Il trattamento integra farmacoterapia (SSRI), psicoterapia cognitivo-comportamentale (ERP) e, nei casi resistenti, la Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS), tecnica innovativa e non invasiva che può ridurre significativamente i sintomi.

Leggi Tutto »
Morbo di Parkinson

Morbo di Parkinson: 7 punti di approfondimento e nuove prospettive

Il Morbo di Parkinson è una malattia neurodegenerativa cronica che colpisce il sistema nervoso centrale, causata dalla progressiva perdita di neuroni che producono dopamina. I sintomi principali sono tremore, rigidità e lentezza nei movimenti, ma può includere anche disturbi dell’umore, del sonno e cognitivi. Le terapie farmacologiche alleviano i sintomi senza fermare la progressione. La Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS) emerge come opzione non invasiva promettente, utile per ridurre sintomi motori e non motori e migliorare la qualità della vita.

Leggi Tutto »